«Le mani non devono mai avere freddo». Nico Panna – che le mani le usa di mestiere per creare, disegnare, assemblare – mi spiega così la sua decisione di trasferirsi a Lanzarote, una delle isole dell’eterna primavera dove il clima è mite tutto l’anno, e pazienza se il vento a volte è così forte che ti porta via. Lui, grafico pubblicitario e artista con il pallino dell’ecologia, qui sta bene, benissimo. «È simile alla mia Puglia, ma meglio», dice. Nato in provincia di Brindisi, alle Canarie è arrivato cinque anni fa, dopo averne trascorsi diciotto a Bologna, «dove per via dei portici il cielo si vedeva pochissimo». Ad Arrecife è tutta un’altra storia. Il cielo si vede, eccome. E il mare, le case bianche volute da Manrique, la terra nera di lava punteggiata del verde delle vigne. «È un’isola che ispira, dove ci sono tante cose da scoprire, storie e leggende. Un luogo dove anche gli anziani, nel giardino di casa, danno sfogo alla creatività e diventano designer con quel poco che hanno a disposizione, ingegnandosi a fare il bello con materiali di scarto e di recupero». Proprio come lui e Barbara, la compagna e socia con la quale ha aperto Lovecraft Design, un laboratorio di ecodesign e upcycling (recupero creativo) dal quale escono robot di legno (anzi rebot, dove “re-” sta per reciclado), piccoli oggetti, complementi d’arredo. Panna, però, è prima di tutto un grafico. E difatti è stato un disegno a portarci da lui: un cactus antropomorfo con il giubbotto di pelle e in mano tanti palloncini, stampato su una t-shirt scovata in un negozio di Teguise. È per puro caso che la ragazza alla cassa ci dice che a realizzarlo è stato un italiano: trovarlo sui social è un attimo, e il giorno dopo eccoci qua, al Charco de San Gines, la darsena di Arrecife, seduti a chiacchierare di succulente, sante, surfisti e altre stranezze, dei pastori di Tenerife che saltano da una roccia all’altra con aste di cinque metri, dei teleclub dove si mangia con la gente del posto, del piano regolatore con il quale Manrique ha bandito i cartelli pubblicitari da Lanzarote. Nico ci racconta la storia dietro ognuno dei suoi lavori, tutti accomunati da un tocco ironico e surrealista: dal cactus con un riccio al guinzaglio a quello seduto in poltrona con un gatto sulle ginocchia, al galgo spagnolo, il cane da caccia tipico di queste parti, che invece che stanare i conigli li coccola come cuccioli. Nella serie La Santa, una madonna con gli occhiali da sole sta in equilibrio sulla tavola da surf: «La Santa è il nome di un pueblito non lontano da Famara, frequentato dai surfisti più esperti», spiega. «La sua spiaggia rocciosa è insidiosa e in passato ci sono stati incidenti anche gravi. Ho pensato che ci fosse bisogno di una protettrice e, visto che non c’era, l’ho inventata io». L’insolita vergine ha la faccia simpatica, viene voglia di procurarsi un santino. Per chi invece preferisce votarsi all’alcol, Nico ha disegnato anche l’etichetta di Guerrera, un aperitivo made in Sicilia a base di vini bianchi e agrumi. In fondo sempre di spirito stiamo parlando…
Nico è su Instagram: https://www.instagram.com/nico_panna/

La serie dedicata alla Santa protettrice dei surfisti: una Madonna in occhiali da sole in equilibrio sulla tavola.
Una delle stampe di Nico dedicate alla strana amicizia tra un galgo spagnolo, tipico cane da caccia di queste parti, e un coniglietto, sua preda abituale.
L’etichetta che Nico Panna ha realizzato per Guerrera, il primo aperitivo siciliano.

