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Rust2Dakar/2: Senegal e Guinea Bissau
Federica CapozziFebruary 16, 2024
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Africa, Destinazioni

Rust2Dakar/2: Senegal e Guinea Bissau

Riassunto della puntata precedente: dopo giorni di viaggio tra Marocco e Mauritania, che hanno visto i partecipanti della Rust2Dakar impegnati ad attraversare il deserto, insabbiarsi e mangiare molto pollo, ora siamo pronti ad affrontare la seconda parte del viaggio, pardon, del charity rally che attraversa l’Africa occidentale.

E dunque eccoci, ci siamo: quarantotto persone e diciassette mezzi, perché due ce li siamo persi per strada, in pieno pomeriggio africano, fermi sotto il sole alla frontiera di Rosso, quella che separa la Mauritania dal Senegal ed è nota come “l’inferno”. La chiamano così perché attraversarla è una tortura da girone dantesco, un’impresa lunga e logorante, tanto più che per passare dall’altra parte bisogna imbarcarsi su una chiatta e attraversare il fiume Senegal. Va meglio del previsto: sarà che ci aspettavamo il peggio, ma ce la caviamo prima del buio, e anzi ci becchiamo pure un tramonto spettacolare durante la traversata. Pazienza se poi ci aspettano altre due ore di sterrato e tenebre prima di arrivare a St Louis, dove passeremo la notte.

Il Senegal ci accoglie variopinto e pieno di energia. Dopo la quiete mauritana – quella pace sonnolenta del deserto e delle pompe di benzina abbandonate, presidiate solo dalle capre – è quasi uno shock. Come se ci fosse suonata la sveglia in piena notte, ma più piacevole. St Louis, sulla costa, fu il primo insediamento francese in territorio africano e ha ancora quel sapore coloniale d’antan. Ma oggi è un allegro caos di gente, odori forti e piroghe colorate. I pescatori le spingono in mare, le ridipingono sulla spiaggia, sulla spiaggia sventrano il pesce e lo vendono al mercato adiacente, lasciando le budella a riva e l’aria piena di miasmi.

A St Louis ci resteremmo volentieri, a fare cosa non so, forse solo a vagare per le sue vie e a comprare frutta e stoffe alle bancarelle. Ma il rally chiama e ripartiamo, attraversando campagne e villaggi, avvistando baobab grandi come condomini, mangiando angurie appoggiati al cofano della Honda Civic, che ancora non cede sotto il peso dell’Africa. Passiamo il Lago Rosa (il traguardo della Parigi-Dakar quando la Parigi-Dakar si faceva qui, e non in Arabia Saudita), passiamo il Gambia (un dito di terra infilato nel fianco del Senegal), passiamo anche la Casamance, la regione meridionale che dal Senegal vorrebbe staccarsi e per questo è stata a lungo teatro di scontri, sangue e miseria. Ci torneremo poi, in Casamance: ma ora passiamo oltre, passiamo un altro confine, soprattutto passiamo ore fermi in mezza campagna per il solito timbro sul passaporto. E poi, finalmente – pieni di polvere e di stanchezza – arriviamo in Guinea Bissau, traguardo del rally e destinazione finale delle auto del nostro convoglio.

In Guinea lo scenario ancora una volta cambia. La povertà è palpabile, le strutture più umili, i progetti di sviluppo ancora all’inizio. Per visitare le realtà legate alla Tavolo8, la onlus che organizza il rally, facciamo chilometri nella giungla, su strade così dissestate che la Honda, ventre a terra come un bassotto dalle zampe corte, urla vendetta. Garage Ze, l’officina meccanica fondata dal padre missionario brianzolo “Ze” Fumagalli, ci accoglie desolata, in uno stato di caos e abbandono che solo il duro lavoro dei prossimi mesi potrà risolvere. Diventerà una scuola per meccanici, qui si insegnerà ai ragazzi del posto a riparare auto e moto. Ma per adesso c’è solo da rimboccarsi le maniche, togliere la polvere e sgomberare lo spazio dai rottami. Ce ne andiamo con l’idea che nessun aiuto sarà mai abbastanza, combattuti tra la frustrazione per il presente e la speranza per il futuro.

Il rally è agli sgoccioli. Stacchiamo le targhe dai mezzi, consegniamo le chiavi, ci imbarchiamo su tre piroghe e, via acqua, attraversiamo l’ultima frontiera per tornare in Senegal. A Cap Skirring visitiamo l’orfanotrofio che è stato il primo progetto in loco di Tavolo8. Circondati dai bambini, tanti dei miei compagni di viaggio hanno scritta in faccia una promessa di ritorno. È così che ci salutiamo, lasciando tutti qui qualcosa di invisibile, che un giorno ci verremo a riprendere.

Montone a Rosso, la frontiera tra Mauritania e Senegal conosciuta come “l’inferno”.
Auto e persone si imbarcano sulla chiatta per passare la frontiera tra Mauritania e Senegal.
Tramonto alla frontiera di Rosso.
Pescatore intento a eviscerare il pesce sulla spiaggia di St Louis.
Piroghe e immondizia sulla spiaggia di St Louis, Senegal.
Il ponte Faidherbe collega l’isola di Saint Louis alla terraferma.
Pandino in manutenzione.
I baobab sono famosi per la loro imponenza: scatta la sfida a chi trova il più grande.
Baobab in Senegal.
Alba sul lago Rosa, in Senegal.
Giochi di luce all’alba sul lago Rosa, in Senegal.
Gigantesco avvoltoio in procinto di avventarsi sul suo pranzo.
Noia e rassegnazione in frontiera.
La strada verso Ziguinchor, in Casamance (Senegal).
Tramonto africano.
Partitella Italia-Guinea Bissau durante l’attesa per il passaggio di frontiera.
Partitella Italia-Guinea Bissau durante l’attesa per il passaggio di frontiera.
Pedro e Grazia, due degli eroici motociclisti della Rust2Dakar, fermi in frontiera tra Senegal e Guinea Bissau.
La missione che visitiamo a Ingoré, in Guinea Bissau.
Garage Ze a Suzana, in Guinea Bissau: fondato da un missionario brianzolo, presto tornerà in attività e diventerà una scuola per meccanici.
Mezzi “vintage” al Garage Ze, in Guinea Bissau.
I bambini della scuola di Varela prendono possesso del van Shrek, il loro nuovo scuolabus.
La spiaggia di Varela, in Guinea Bissau.
Montone e le mucche sulla spiaggia di Varela.
Ultimo passaggio di frontiera per i partecipanti della Rust2Dakar: dopo aver lasciato le macchine in Guinea, in Senegal ci torniamo in piroga.
Dopo la piroga tra Guinea e Senegal, raggiungiamo Cabrousse in taf-taf. Un altro spostamento epico.
I bambini dell’orfanotrofio di Cabrousse, alle porte di Cap Skirring, giocano a bandiera con alcuni dei concorrenti della Rust2Dakar.
Il mercato artigianale di Cap Skirring.
La classifica finale del rally.
Il Team 4Africa premiato da Davide (a sx) e Patrizia (a dx) per il secondo posto nel rally.

Lo speciale Rust2Dakar
Post:
• Episodio 1: Marocco e Mauritania
• Episodio 2: Senegal e Guinea Bissau

Podcast: Saluti & Baci
• Rust 2 Dakar by team 4Africa
• Verso Tangeri
• Marocco e Mauritania
• Le frontiere
• Storie di mezzi e di persone
• Cap Skirring, ultima tappa!

Siti ufficiali:
• https://www.rust2dakar.org/
• https://www.tavolo8.org/

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