Ah, le Filippine, famose per le spiagge e i tuffi, ma sorpresa! Hanno anche montagne che valgono una scampagnata. Da Manila a Banaue le strade sono un mix di traffico e natura, con tanto di polli selvaggi e motorette vintage. E se non bastasse, ci sono anche bare sospese e risaie che sembrano anfiteatri. Montagne promosse, mare in attesa!
Sì lo so, le montagne non sono la prima cosa che salta alla mente quando si parla di Filippine. Le Filippine sono isole – più di settemila, di cui duemila abitate – a mollo nell’oceano Pacifico settentrionale, circondate da migliaia di chilometri di barriera corallina. Sono il paradiso di chiunque voglia fare snorkeling, immersioni oppure un beato cavolo su spiagge bianche da sogno. Hanno anche le montagne, però, e fidatevi che farci un giro vale tutta la pena e il viaggio. Viaggio che da Manila è lungo e lento, che lo intraprendiate di notte in bus, oppure, come noi, di giorno in auto, guidando prima nel traffico folle della città e poi lungo strade che si fanno sempre più rurali e affollate di motorette scassate e polli indisciplinati. Ci mettiamo otto ore per arrivare a Banaue, cittadina della Cordillera filippina nel nord dell’isola di Luzon – la stessa isola di Manila, ma davvero niente a che spartire con la capitale.
Banaue sta appollaiata a 1.300 metri di altitudine, è un saliscendi di strade strette e tornanti, ed è il punto di partenza ideale per visitare la zona delle risaie terrazzate, che ricordano molto quelle vietnamite di Sa Pa e dintorni. Gli “igorot”, cioè i montanari filippini, è così – con gradoni, muretti di pietra e fango – che da duemila anni strappano alla montagna quel tanto di terreno che basta per un’agricoltura di sussistenza. La fatica che fanno a costruire i terrazzamenti e poi a coltivarci dentro non me la voglio neanche immaginare: io, solo a camminare su e giù per le risaie in pieno sole, mi sciolgo di caldo e mi ustiono, e non ci resto che qualche ora. Lo spettacolo, però, è eccezionale, il colpo d’occhio, dall’alto, poetico e appagante. A marzo le piante di riso sono verdissime e già altine, le foglie snelle oscillano appena, l’architettura delle terrazze ricorda gli anfiteatri greco-romani. Noi, che le risaie in Vietnam le abbiamo viste secche e sotto un cielo bigio, ci beiamo dello show e ci crucciamo a dovercene andare troppo presto.
Ma la strada è lunga e tortuosa e molto scenografica e ci sono altre tappe da toccare. A Sagada ci fermiamo per vedere le hanging coffins, le bare sospese famose e segnalate da tutte le guide. Macabre, penso io, e mi ci avvicino scettica. Cambio idea quando il montagnino che ci accompagna mi spiega il senso di una sepoltura tanto scomoda. Da queste parti, mi dice, la religione cattolica non ha soppiantato del tutto l’animismo preesistente, e le bare sospese sono appunto roba di animismo. Ché secondo l’animismo, se tu seppellisci un morto sotto terra, la sua anima resterà lì intrappolata. Issalo sulla montagna, invece, là dove nessuno può accedere e disturbare, e il suo spirito sarà libero di uscire e andare a trovare le persone care, ovunque si trovino nel mondo. Insomma, se i tuoi morti stanno lassù, non avrai bisogno di far loro visita con fiori e candele, ti basterà aspettare che siano loro a venire da te. E questa cosa, a me che i miei morti ce li ho in un cimitero di Paderno Dugnano dove non vado abbastanza spesso – questa cosa a me piace, e anche un po’ mi commuove. Dunque, alla fine, Sagada per me è un grande sì, anche se la cittadina è un buco e non la definirei proprio vivace.
Vivace lo è invece Baguio, città principale della regione della Cordillera. Nonostante il traffico e l’urbanizzazione massiccia, si tratta di una meta di villeggiatura per i manileñi in cerca di fresco e svago, e anche per noi è uno stop piacevole prima di rituffarci nell’afa – soprattutto, è un modo per spezzare il viaggio e non spararci altre otto ore di auto in una giornata. Un buon affare, insomma, coronato da una serata di musica dal vivo in uno dei peggio bar della città, dove siamo subito i re della festa (e i più alti in pista).
Conclusione: montagne filippine promosse. Ma domani si va al mare, quindi iniziate pure a spalmarvi la crema solare.
COME MI SPOSTO?. Mezzi pubblici, auto con conducente o mezzo proprio? Noi scegliamo a seconda della destinazione, preferendo, in genere, la prima o l’ultima opzione e ripiegando sull’auto con conducente solo quando è una scelta obbligata (ie, non si affittano auto agli stranieri). In genere, se la rete di bus e treni non è tentacolare e/o abbiamo poco tempo e/o vogliamo raggiungere zone remote, noleggiamo un’auto.
Per farlo in fretta e senza troppi sbattimenti, usiamo spesso Discovercars.com, un motore di ricerca che si rivela molto utile soprattutto nei luoghi dove la presenza di compagnie “famose” è minore. Vantaggi: compara i fornitori disponibili senza che tu li debba contattare uno a uno, includendo anche i noleggi locali che spesso sono più convenienti dei grandi marchi. La cancellazione è gratuita e c’è la possibilità di stipulare un’assicurazione a prezzi vantaggiosi.
Banaue e le sue risaie. Le risaie terrazzate di Banaue.Montone e le risaie di Banaue all’alba.I terrazzamenti di Batad. Il villaggio non è distante da Banaue ma la strada per arrivarci in auto, iniziata nel 2007, è ancora in costruzione. A spasso per le risaie di Batad.Batad, risaie.Il villaggio di Batad visto dall’alto.Montone alle Tappiyah Falls, che si raggiungono dalle risaie terrazzate di Batad.Tra le risaie spunta il villaggetto di Bangaan, ancora più microscopico di Batad.Ragazzini nel cortile della scuola di Batad.Una moto trasformata in argano a Batad.Il triciclo più bello di sempre, logato Batman.I jeepney sono tra i mezzi pubblici più gettonati nelle Filippine: trashissimi, sono bellissimi anche solo da vedere. Altro giro, altre risaie: qui siamo a Bayyo, a sud di Bontoc.Le bare sospese di Sagada: non mettere sottoterra i defunti, permette alla loro anima di viaggiare e raggiungere le persone che li hanno amati in vita.Le bare di Sagada.A Sagada su produce anche il caffè!Blue Soil Hills vicino a Sagada: il colore azzurro del suolo è dovuto a un alto contenuto di rame.Panorama sulla Halsema highway, la strada di montagna che da Bontoc porta a Baguio, nell’isola di Luzon. Il mercato di Baguio.Montone e i jeepneys di Baguio.Scorcio cittadino di Baguio.Da destra verso sinistra: case, case, case, e poi il nulla. Baguio.Baguio by night. Musica live in un locale di Baguio.