Lo Sri Lanka è un Paese incredibilmente versatile. In questo, ci ha colto di sorpresa: non pensavamo di trovare tanta varietà. E invece c’è proprio qualcosa per tutti, a eccezione di chi – come il povero Ing – non ama la cucina piccante e speziata. C’è il mare per surfare o rilassarsi, c’è la montagna per fare hiking, ci sono i parchi nazionali per avvistare elefanti e leopardi… e poi c’è il triangolo culturale per chi vuole immergersi nella storia e nel buddismo, saltando da un’antica capitale a un luogo di pellegrinaggio sacro che più sacro non si può. Qui di seguito le nostre tappe “cultura”, senza troppe spieghe che le guide cartacee e umane sono più qualificate a darvi:
1 – Anuradhapura. Antica capitale n. 1. Fondata nel 377 BC, fu il cuore del regno singalese per oltre mille anni, centro del potere temporale e spirituale, prima di essere invasa dagli indiani, abbandonata, dimenticata e infine riscoperta dai coloni britannici nell’Ottocento. Grazie coloni britannici dell’Ottocento. Oggi è un tour de force di rovine, palazzi e templi. Ruwanwelisaya Maha Seya, il “Grande Stupa”, custodisce alcune delle reliquie di Budda ed è uno dei luoghi più sacri del Paese. Non lontano da Anuradhapura c’è Mihintale, culla del buddismo singalese: vale il viaggio non solo per i dagoba (altro nome degli stupa, gli edifici sacri buddisti a forma di zizzona di Battipaglia) ma anche e soprattutto per la vista stupenda che si gode dall’alto.
2 – Polonnaruwa. Antica capitale n. 2, la nostra preferita: una cornucopia di antichi palazzi, edifici sacri, statue di Budda e altre rovine non troppo rovinate, anzi spesso conservate benissimo. Il sito archeologico è immerso nel verde e si gira in qualche ora in bicicletta o in tuk tuk: una piacevole scampagnata indietro nel tempo.
3 – Sigiriya. Antica capitale n. 3, che capitale rimase giusto una manciata d’anni nel V secolo, quando re Kassapa vi costruì il suo palazzo sulla Lion’s Rock, la roccia megalitica che domina la città. Per farlo, sfrattò i monaci che già vi risiedevano, regalando loro un nuovo monastero su un’altura poco distante, quella di Pidurangala. Il regno di Kassapa durò il tempo di un amen, ma la bellezza del sito, ancora incredibilmente circondato dalla giunga, resiste ancora oggi: salire sulla Roccia del Leone è imprescindibile, ma ancora meglio è salire a Pidurangala per ammirare la Roccia in tutta la sua magnificenza. Per il resto, a Sigiriya c’è ben poco: solo un sacco di locali carini uno in fila all’altro, dove annegare il rice&curry in tante, tante birrette.
4 – Dambulla. Non lontana da Sigiriya, è sede dei cave temples, cinque templi nelle grotte, fatti costruire duemila anni fa da re Vattagamini e poi arricchiti dai suoi successori e pieni fino a scoppiare di immagini di Budda.
5 – Kataragama. Terzo luogo più sacro del Paese, dopo l’Adam’s Peak e il tempio del Dente a Kandy, ha un complesso di templi sacro non solo ai buddisti ma anche agli hindu e ai musulmani. Non è imperdibile, ma visto che da qui partono anche i safari per il Parco Nazionale di Yala, tanto vale approfittarne.
6 – Kandy. Seconda città dello Sri Lanka, nonché stazione di partenza per la maggior parte dei turisti che prendono il treno panoramico per Ella, è sede del Tempio del Dente, dove è conservata la preziosa reliquia del dente di Budda. Sempre a tema cultura, un’attività molto gettonata a Kandy è assistere a uno spettacolo tipico di danze e percussioni. Ne fanno a bizzeffe per i turisti, e certo la gente del posto non va a vederli, ma si tratta comunque di uno show interessante e colorato.
7 – Adam’s Peak, o Sri Pada. 2.243 metri da salire in circa 5.500 gradini, partendo dalla piccola cittadina di Dalhousie nel cuore della notte, verso le 2:30, in tempo per arrivare in cima alle prime luci dell’alba. Il percorso è lungo e faticoso, ma pellegrini di tutte le età lo affrontano di buon grado, fermandosi a rifocillarsi nelle miriadi di tea shops lungo la strada e persino a dormire sui gradini. Una volta a destinazione, sul cocuzzolo dove si dice Budda abbia lasciato la sua impronta, l’alba è uno spettacolo glorioso ma non solitario, da dividere con centinaia di altre persone stanche e intirizzite dai venti del mattino. Fatelo lo stesso, anche se questo mio racconto vi ha fatto passare la voglia.






