Passate in rassegna tutte le Tai-città taiwanesi – Taipei, Tainan, Taitung & co – ora prendiamo una boccata d’aria tra coste frastagliate, geoparchi vista oceano, montagne ammantate di piantagioni di tè e cittadine pittoresche. Taiwan è piccoletta, circa una volta e mezza la Lombardia, ma ci sono tante cose da vedere e noi, in 12 giorni, abbiamo dovuto correre un po’. Ecco le nostre tappe extra-urbane, in senso orario partendo da Taipei:
1 – Yehliu Geopark: formazioni rocciose plasmate dal vento e dal tempo, sparpagliate vista mare in un luogo che sarebbe bellissimo e suggestivo se non fosse così affollato di turisti in coda per un selfie.
2 – Jiufen: probabilmente il nostro posto preferito di tutta Taiwan, pare che abbia ispirato La città incantata di Miyazaki. Ex cittadina mineraria sulle pendici di una montagna piena d’oro, oggi Jiufen è un centro stra-stra-turistico tutto agghindato di lanterne rosse, un intrico di viette e vecchi edifici, di scale che salgono e scale che scendono e terrazzi di legno che si aprono su una vista magnificente e (al momento della nostra visita) assai brumosa. Old street, la via dei negozi presa d’assalto dai visitatori, riesce a essere affascinante nonostante l’intento smaccatamente turistico, e la Jiufen Teahouse, enorme, tradizionalissima e costosa, è sicuramente la migliore che abbiamo visitato, sia per la qualità del tè (Ing. approved) sia per l’atmosfera. Accanto alla teahouse c’è anche una pasticceria che sforna tortine all’ananas calde e meravigliose.
3 – Shifen: una cittadina microscopica famosa per la cascata (che noi non vediamo perché arriviamo troppo tardi) e per le lanterne della fortuna, vendute in tutti i negozi lungo la ferrovia. Si scrive un desiderio su ogni lato della lanterna, si accende il fuoco e si guarda la lanterna volare via verso il cielo. Sospettiamo che sia una pratica poco green, ma fa molta scena.
4 – Parco nazionale Taroko: potenzialmente spettacolare, a dicembre 2025 era ancora mezzo chiuso per i crolli del terremoto devastante di un anno e mezzo prima (aprile 2024). Anche se non tutto è raggiungibile e alcune strade sono percorribili solo in giorni e orari prefissati, vale comunque la pena di attraversarlo, per quanto possibile, per avere almeno un assaggio delle gole di marmo a strapiombo sul fiume e degli altri paesaggi grandiosi. —> c’è un sito internet ufficiale del parco, con aggiornamenti sui lavori in corso, ma non lo linko perché al momento non si apre, sorry.
5 – Costa est: da Hualien fino a Taitung, la strada attraversa una serie di “national scenic areas”, sia sul mare sia all’interno, sulle montagne. Scogliere, rocce, paesaggi selvaggi, hot springs, molto verde. Decisamente una bella strada da percorrere.
6 – Kenting e dintorni: zona di spiagge e surfisti, fuori stagione quando ci andiamo noi regala gioie soprattutto per i parchi tipo il Paradise of deer di Hengchun, pieni di capibara. No, i capibara non sono animali taiwanesi; ma i taiwanesi ne vanno matti, e noi pure. Il business è discutibile, ma chi resiste a un capibara???
7 – Meinong: paesello in mezzo alle risaie, è uno dei maggiori centri hakka del paese. Gli hakka sono una delle 16 tribù indigene riconosciute a Taiwan; hanno una loro lingua, usi e costumi ben definiti e una cucina saporita e rinomata, che noi sperimentiamo in un postaccio meraviglioso e un po’ truce di quelli che ci piacciono tanto.
8 – Fo Guan Shan: un gigantesco centro monastico, un luna park della fede con tanto di Buddha giganti. A mio modesto parere, nulla di troppo emozionante.
9 – Alishan: insieme a Jiufen, è la parte di Taiwan di cui ci innamoriamo: l’area montuosa delle piantagioni di tè, dove nasce l’oolong per cui Taiwan è famosa. Se fosse estate e avessimo più tempo potremmo anche fare trekking, ma abbiamo i giorni contati e in quota c’è neve: ci accontentiamo di lunghe passeggiate tra i filari ordinati e ancor più lunghe sessioni di assaggio nei tea shop, dove l’Ing (Tea Champion certificato) fa incetta di tè pregiati.
10 – Sun Moon Lake: un bel lago, sì, ma forse un po’ sopravvalutato. Noi ci fermiamo per la notte a Itathao, dove non c’è assolutamente nulla da fare se non aspettare il mattino dopo per fare un giro panoramico in funivia. Mmmmm.
Chiudo con un libro e un film per entrare nel mood: Green island di Shawna Yang Ryan (in inglese) e La mia famiglia a Taipei. Il viaggio continua con il prossimo post: destinazione Hong Kong!





























