Altro che puntare a caso il dito sul mappamondo. Per scegliere la meta delle vacanze, quest’anno – con una pandemia ancora in corso – noi abbiamo preso la lista dei Paesi che non prevedono quarantena (vedi sito della Farnesina). Scorri, scorri… L’ing legge: “La Réunion” e un’ora dopo abbiamo un volo prenotato – un volo notturno, lungo come quelli che ci mancano tanto – per l’isoletta dell’Oceano Indiano che in pochi si filano, più attratti dai lemuri del Madagascar o dai resort della vicina Mauritius. Un territorio francese d’oltremare, dove si va con la carta d’identità, nemmeno il passaporto: si parte da Parigi e all’arrivo a St. Denis non si percepisce quasi di essere usciti dall’Europa, ché tutti parlano francese, i prezzi sono in euro e l’Africa, beh, l’Africa è un’altra cosa. Non esiste povertà eclatante alla Réunion, di quella che ti fa star male mentre sfrecci in fuoristrada accanto ai bambini affamati. Non ci sono baracche, non ci sono madri sfinite con dieci figli al seguito sulla strada verso l’unico pozzo inquinato. Non c’è nemmeno la malaria, a dirla tutta (la dengue sì, però), e l’acqua del rubinetto è potabile e buona, anzi se andate al ristorante ricordatevi di chiederla – “Une caraffe d’eau, s’il vous plaît” – se non volete svenarvi per un’Evian in bottiglia (très française, trop chère). I connazionali della Metropole – così viene chiamata la Francia continentale – fanno la fila per venire qui, ché gli stipendi sono più alti del 30-40 per cento e lo stress non è neanche paragonabile. Certo, sei su un’isola sperduta e circondata da acque piene di squali, i vulcani eruttano che è un piacere e c’è più traffico che in tangenziale all’ora di punta, visto che le strade sono poche, le persone tante e le auto ancora di più. Ma a parte questo tutto bene.
Soprattutto per noi che siamo di passaggio e in dieci giorni intensi ci giriamo l’île intense in lungo e in largo, da nord a sud, da est a ovest, zigzagando tra foreste, vulcani e coste, su e giù per i tornanti e le curve a gomito, oggi a visitare una piantagione di vaniglia, di tè o una distilleria di rum, domani a salire fino alla vetta di un piton – che in francese vuol dire “picco”, mica “pitone” – o a scendere giù nei cirques, le depressioni di origine vulcanica che caratterizzano l’isola. Ce ne sono tre, ognuno diverso, nessuno da perdere: quello di Salazie è il più accessibile, tappa obbligata per visitare Hell-Bourg – un grazioso villaggio creolo con casette tradizionali, un cimitero pittoresco e un sacco di gente fuori dal minimarket a bere Dodo, la birra nazionale – e fare canyoning al Trou Blanc, spettacolare aqua park naturale dove ci si diverte un sacco e/o si rischia di morire (soprattutto quando ci si tuffa a bomba da 8 metri come la grafomane, che proprio Tania Cagnotto non è). Poi c’è Mafate, il cirque pedonale, che si ammira dall’alto del piton Maido (soluzione comoda) o dal basso (meno, ché poi bisogna risalire), scendendo a piedi dal Col de Boeuf fino alla Nouvelle, un paesello di quattro case completamente fuori dal mondo, dal tempo e da tutto il resto. Infine Cilaos, meraviglioso, maestoso, un premio da conquistarsi con una strada che pare il filo di lana ingarbugliato da un gatto, tanto è pasticciata e tortuosa con i suoi 420 tornanti che non finiscono mai. Sì, qualcuno li ha contati. Ma per una volta, giuro, non è stato l’ingegnere… (Continua…)
Link utili |
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– Ottimo il sito ufficiale del turismo alla Réunion: https://www.reunion.fr (in francese, inglese e tedesco). Per l’italiano, optate per https://it.france.fr/it/isola-della-reunion – Sempre sul sito del turismo, la sezione dedicata ai percorsi di trekking è molto utile e ben fatta: https://www.reunion.fr/organisez/vos-activites/les-circuits-de-randonnee/ – Ancora per trekking/passeggiate: ci siamo trovati benissimo con https://randotectec.reunion-parcnational.fr – Se volete fare canyoning, qui trovate info per scegliere in base a location e livello: https://www.adventures-reunion.com/en/canyons-canyoning/ – Per dormire: oltre a Booking e AirBnb, date un’occhiata qui (per prenotare, per esempio, la gite du Volcan ai piedi del Piton de la Fournaise): https://book.reunion.fr/fr/hebergements |
Cilaos vista dall’alto del Piton des Neiges, la cima più alta dell’Oceano Indiano. L’ing sulla vetta del Piton des Neiges, 3.070 metri conquistati con fatica. L’ingresso del canyon de la Chapelle visto dall’alto. Siamo nel cirque de Cilaos: il paesaggio è pazzesco. Il canyon de la Chapelle, stupendo. Ci si arriva con un bel trekking da Cilaos. Piante di tè al Labirinto En-Champ-Thé di Grand Coude. Si tratta del primo produttore di tè bio in territorio francese (anche perché di produttori di tè in Francia non ce ne sono…). Piante di tè nel Labirinto En-Champ-Thé (Grand Coude). Dalla cima del Piton Maïdo si domina l’isola fino all’oceano. Il cirque di Mafate visto dal Piton Maïdo. Montone a Cap Noir, cirque de Mafate. Fiore di vaniglia. Le piante di vaniglia del Domaine du Grand Hazier, la piantagione visitabile a Sainte Suzanne. Macchinari per la lavorazione della canna da zucchero alla sucrerie Bois Rouge. Lo stabilimento è proprio accanto alla distilleria Savanna. Nel magico mondo del rhum: la distilleria Savanna a Saint André. La grafomane durante il canyoning al Trou Blanc. Il sorriso è di circostanza. Kelonia a Saint-Leu è un osservatorio di tartarughe marine. Ma non ci sono solo loro… Incontri ravvicinati: Montone e, al di là del vetro dell’acquario, una delle tartarughe marine di Kelonia, l’osservatorio di Saint- Leu. Una delle millemila cascate dell’isola. La cascata Voile de la mariée (cirque de Salazie). Il giardino di casa Folio, una delle case creole meglio conservate di Hell-Bourg. La piazza principale (giuro) di Hell-Bourg, villaggio creolo del cirque de Salazie. Le terme antiche di Hell-Bourg (o meglio, quel che ne resta). Tramonto a La Nouvelle, isolatissimo paesello del cirque de Mafate (dove si arriva solo a piedi o in elicottero). Cirque de Mafate. Il bosco che si attraversa per scendere dal Col de Boeuf a La Nouvelle. Montone ammira il Piton d’Anchaing (cirque de Salazie). Tramonto sulla costa ovest.