La seconda parte della nostra estate da pet sitter si gioca tra Francia e Guernsey, l’isola della Manica a cui dedicheremo il prossimo post. In questo, vi raccontiamo le tappe francesi che abbiamo toccato, in moto, per arrivare a Saint Malo a prendere il traghetto.
1 – Millau (Occitania). Cittadina carina con un bel centro storico, forse un po’ desolato, e dei dintorni interessanti per la moto e, eventualmente, il kayak. L’attrazione principale però è il Viaduc de Millau, uno dei ponti veicolari più alti del mondo, con un pilone di 343 metri che è pure più alto della Tour Eiffel. È pure lungo 2.460 km, e attraversarlo è decisamente un’esperienza panoramica che ha il suo perché. Se poi siete degli ingegneri invasati di ponti come l’ing, sarà come stare al luna park. Da Millau, si raggiunge facilmente anche Roquefort-sur-Soulzon, dove nasce il formaggio Roquefort, rigorosamente prodotto con latte di pecore autoctone e stagionato in loco in grotte sotterranee.
2 – Castanet (Tarn-et-Garonne, Occitania). È un villaggio di neanche 300 abitanti, dove stanno di casa (e che casa) Sophie e Rhea, le due cane che teniamo per una settimana. Siamo in mezzo al nulla, nella campagna gialla e secca a causa dell’estate inclemente: quando non siamo in piscina o in giro per i campi con le nostre ospiti gentili, esploriamo i dintorni: il borgo medievale di Najac con il mercato e il castello da raggiungere arrancando sotto il sole, Cordes-sur-Ciel con le sue botteghe artigiane che ti accompagnano lungo la salita (impervia) alla città alta, Parisot con il suo laghetto, teatro di improbabili feste di paese, e via così – la sensazione è che ovunque ci si fermi ci sia qualcosa di carino da vedere, o almeno una bancarella di mercato dove comprare le specialità dell’Aveyron: l’aligot, un purè di patate arricchito con formaggio, crème fraîche, latte, aglio, burro e tua nonna; e trouffade, che è più o meno la stessa cosa ma con le patate a tocchi e dei pezzi di pancetta (per dare un po’ di sostanza?).
3 – Bergerac (Nuova Aquitania). Partiti da Castanet in direzione nord, è qui che facciamo il primo stop, in omaggio al Cyrano di Rostand (perché all’ing piacciono i ponti, e a me i luoghi letterari). Al netto del celebre guascone (di cui si avverte la presenza grazie a un paio di statue e a una moltitudine di locali che ne portano il nome, o simile), il centro città è una bomboniera di strade acciottolate, case a graticcio e bar-à-vin dove assaggiare il vino della Dordogna. Non vale la pena arrivare fino qui apposta, ma se siete di strada perché no.
4 – La Rochelle (Nuova Aquitania). Qui sì che invece vale la pena arrivare apposta, e non solo se siete fan di Alexandre Dumas e dei Tre Moschettieri (nel romanzo, D’Artagnan & co. prendono parte, in quanto soldati del re, all’assedio della città (1627-1628), che era la roccaforte dei protestanti Ugonotti). Con un centro tutto bianco di pietra calcarea e affacciata sull’oceano Atlantico, La Rochelle ci accoglie piena di sole e di gente, trasmette gioia di vivere e voglia di restare ancora un po’ – ma noi dobbiamo ripartire perché la strada è ancora lunga.
5 – Il Marais Breton, la zona umida che si estende sul litorale atlantico, tra Vendée e Loira-Atlantica. Dormiamo a Bouin, ceniamo a Fromentine vista mare (tira un vento che ciao, ma che bella vista), visitiamo le Salines du Breuil a Beuvoir sur Mer, per la gioia dell’ing (che di recente ha una perversione per il fenomeno delle maree) facciamo avanti-indietro sul passage du Gois, una route submersible che collega l’île de Noirmoutier alla terraferma, sparendo ogni volta che arriva l’alta marea.
6 – Guérande (Loira Atlantica): un’altra cittadina-bomboniera con il centro storico circondato da mura medievali, che vive di sale (il sale grosso di Guérande è tra i più rinomati di Francia) e di turismo legato al sale. Piacevole, un po’ finta, non è male per uno stop di un’ora o due.
7 – Saint Malo (Bretagna). Quando ci eravamo stati insieme più di 10 anni fa, era febbraio, pioveva e tirava un vento gelido. Questa volta c’è una luce meravigliosa, c’è gente in spiaggia e i localini del centro sono affollati di turisti che s’ingozzano di moules frites e gallettes salées innaffiate di sidro. Noi siamo felici con birretta e concertino. Peccato non poter restare più di una notte, ma domattina all’alba abbiamo un traghetto che in due ore ci porterà lontano, oltre i confini dell’Unione Europea…




























